CENTOGRAMMI

Video installazione su schermo singolo per la campagna di comunicazione del progetto Reduce, promosso dal Ministero dell′Ambiente e realizzato dalle Università di Bologna, Viterbo, Udine e Milano – 2018

Eventi

Roma Maxxi 02.01.2018 (V Giornata Nazionale di Prevenzione dello Spreco Alimentare)
Artegna, Festival Contaminazioni Digitali 6-7.07.2018
Roma F.A.0. 05.01.2019 (VI Giornata Nazionale di Prevenzione dello Spreco Alimentare)

Centogrammi è la quantità di cibo che un italiano spreca, in media, ogni giorno ed è anche uno dei risultati di REDUCE, il primo censimento nazionale sul tema dello spreco alimentare. Il progetto, promosso dal Ministero dell’Ambiente e realizzato dalle Università di Milano, Bologna, Viterbo e Udine, contiene una sezione dedicata alla divulgazione dei risultati della ricerca – ogni giorno, infatti, si bruciani milioni di euro e si sprecano migliaia di tonnellate di cibo commestibile. Così è nata Centogrammi, un’opera interattiva per stimolare la riflessione sul tema dello spreco alimentare, attraverso il linguaggio dell’arte.

L’equilibrio è la chiave di lettura dell’esperienza sensoriale. Avere energia nella la “giusta” quantità è il valore da perseguire. L’abbondanza, invece, culturalmente considerata un valore positivo presto in spreco.

Il pubblico entra in sala: sullo sfondo un grande schermo riproduce centinaia di flussi colorati che scorrono lentamente da un’estremità all’altra dello schermo. I flussi rappresentano il nutrimento che la Terra produce ogni giorno e che è pronto a sostenere l’uomo. Le persone si avvicinano allo schermo e appaiono, in primo piano, le loro sagome riflesse. I flussi iniziano ad entrare nei corpi degli spettatori a trasformarsi in forme astratte ed attraenti. Ci stiamo nutrendo per vivere la nostra giornata e produrre bellezza. Dopo un breve tempo, però, si formano altri tipi di forme, sgradevoli e opprimenti: qualcosa non va, stiamo accumulando cibo in eccesso, generiamo spreco e questo rovina l’equilibrio della scena.I flussi morbidi che avvolgono il nostro corpo, sono diventate opprimenti striature grigie e tutto lo schermo si sta trasformando in un’immagine opaca. Il pubblico si allontana e a poco a poco, riappare la scena iniziale.

Un’attenzione che si riverbera nel valore della “circolarità”: comprare la giusta quantità di cibo e lasciare nello scaffale il prodotto che non è necessario, vuol dire permettere che lo stesso alimento sia consumato da altri. Viceversa, comprare un prodotto e poi sprecarlo, vuol dire immettere rifiuti in circolo. Così, ogni elemento dell’installazione appare e scompare in un eterno circolo virtuoso oppure “vizioso”. Terzo ed ultimo tema dell’installazione è quello della “condivisione”: perché le problematiche dello spreco possono essere superate al meglio se discusse in gruppo. Infatti l’opera è stata creata per essere fruita da gruppi di 7-8 persone per schermo in modo vivere l’esperienza nella condivisone delle emozioni.

Credits

Ideazione, sviluppo codice, musiche: Paolo Scoppola

Coordinamento Progetto

Prof. Luca Falasconi, Università di Bologna
Prof. Silvio Franco, Università della Tuscia

STAMPA

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